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224 Scatti fotografici raccontano Perugia
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224 Scatti fotografici raccontano Perugia

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Perché un libro di fotografie sulla città nella quale si vive. Perché passare del tempo, in giro con la fotocamera, per fissare scorci, palazzi, vie che da tanti anni conosci, da tanti anni fanno parte della tua quotidianità.

È sicuramente un gesto di affetto verso un ambiente urbano in cui si è svolta, e si svolge, la tua vita, dove vivi i pezzi di un percorso a volte belli, a volte piacevoli, a volte sgradevoli, a volte dolorosi. Fissi qualcosa che ormai ha il calore del conosciuto e del vicino a te.

Nel tempo, a volte, quell’ambiente rischia di essere uno sfondo talmente abituale da divenire sfocato, quasi neutro. Non richiama più i tuoi pensieri, non si lascia più notare.

Poi però talvolta succede qualcosa che ti fa accorgere che non è uno sfondo anonimo, inerte.

Qualcosa richiama la tua attenzione e ti accorgi che sei immerso in un soggetto vivo che interagisce con le tue emozioni, in qualche modo contribuisce a costruirle. Ti accorgi che in qualche modo ti dà qualcosa.

Ti parla, si impone perché non è ininfluente nella vita avere una cornice suggestiva, ricca portatrice di emozioni, stimolatrice di pensieri che qualcuno, nel tempo, ha messo in quelle pietre, in quegli scorci, proprio per trasmettere ad altri un suo senso delle cose. E la Perugia storica, a volte con qualche ruga, a volte non del tutto curata, a volte non trattata con l’attenzione che meriterebbe, è comunque ricca portatrice di sensazioni nella sua superba bellezza.

Ti colpisce la sua persistenza nel tuo vissuto. Sembra darti una illusione di familiarità, di appartenenza, di comunità. Sembra combattere la tua solitudine, le solitudini. Ti senti accomunato a qualcosa di vivo, di dialogante.

Allora pensi che meriti la tua attenzione a tratti dimenticata, come quando per la prima volta sei entrato in contatto con essa. Merita quindi che ti fermi nuovamente ad osservare, ad ammirare, a riflettere su quello che chi ha creato le cose che ti circondano voleva dire, voleva esprimere, cosa ti ha comunque lasciato, indicato, fatto conoscere.

La città quindi riprende a parlarti. Le sue mura, i suoi archi, le chiese, i palazzi, le vie parlano dei tanti momenti di vita che hanno osservato e contenuto, dei tanti percorsi di chi tra essi è vissuto con tutte le fatiche e le gioie che appartengono alla memoria e all’identità profonda di una comunità. Il tempo e il suo scorrere richiamano alla realtà, al rispetto della condizione umana.

Da qui l’intenzione di fissare in immagini, immagini che, a tua volta, vuoi dare ad altri con le sensazioni che ti hanno fatto vivere mentre le creavi. Le fotografie sono un formidabile strumento di testimonianza, ricordo e comunicazione. Verso chi con te condivide la quotidianità di questo ambiente e anche verso chi con esso viene episodicamente in contatto per lavoro o per turismo.

Le foto che insieme vedremo non sono tutte “perfette”, “perfette” da un punto di vista “tecnico”. Sono state fatte non sempre in condizioni “ottimali” di luce, di spazi, di assenza di interferenze dovute al vivere urbano.

E questo per due motivi.

Il primo non voluto: non sono un fotografo professionista. Non ho ne le competenze ne gli strumenti tecnici di un professionista. L’entusiasmo col quale ho fatto questo lavoro, la buona volontà nel farlo non sono stati sufficienti ad evitare del tutto qualche imprecisione. Conto sulla benevolenza del cortese lettore perché le involontarie imperfezioni vengano perdonate e, in qualche caso, capite.

Il secondo, invece voluto, è dovuto alla scelta di non mostrare la città con un volto irrealistico, quasi fantastico. La “città del sole”, che non esiste, non mi interessa.

Chi vive la città quotidianamente, ed anche chi la vive episodicamente, si aggira tra le sue parti a volte in giornate di sole radioso, a volte in plumbee giornate coperte di nubi, a volte vede i suoi monumenti in controluce e magari in contrasti di luce non ottimali. E tutto ciò avviene dividendo la fruizione delle sue vie e delle sue piazze con automezzi in sosta e in movimento, con passanti e gente che lavora, con le attività economiche e sociali che in esse si svolgono e, in questi tempi, anche con i segni della pandemia in atto. La Città è un organismo vivo in continuo movimento.

Ho fatto la scelta di mostrarla per quello che è, come la vediamo tutti i giorni e a tutte le ore, con le luci di tutte le ore del giorno, con il movimento di tutto il giorno, con quello che si svolge in tutti i giorni. Nessun ritocco, nessuna modifica, nessuna furbizia, nessuna ricerca del momento “giusto”: il volto reale con le sue positività e le sue contraddizioni.

La città vera, non la città vetrina, non la città che nessuno ha mai visto perché non esiste. Altrimenti non sarebbe un ricordo, una testimonianza leale, ma una fantasia che lascio, con tutto il rispetto, ad altri.

Scheda tecnica

Autore
Amedeo Zupi
Collana
Fotografia, Storia locale
Anno edizione
Settembre 2021
Illustrazioni
A colori
Copertina
Morbida, a colori
Rilegatura
Fresata
Formato
24,0 x 24,0
Pagine
194
Prefazione
Franco Mezzanotte
Introduzione
Franco Mezzanotte
EAN
9791280114099
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